Le disfunzioni del pavimento pelvico sono implicate in una vasta gamma di problematiche di tipo urologico, ginecologico, colon-proctologico e algico. Esse hanno un’incidenza non trascurabile e un notevole impatto sulla qualità di vita sociale, psicologica e sessuale. Per il loro trattamento è fondamentale la collaborazione tra le varie figure specialistiche, al fine di operare le scelte migliori tra le opzioni farmacologiche, riabilitative e chirurgiche variamente associate.
L’intervento sulle disfunzioni sfintero-perineali deve essere soprattutto preventivo. In particolare, occorrono accurati controlli nei periodi più a rischio (gravidanza, post-parto, menopausa, prolungato allettamento, ridotta attività fisica, invecchiamento, ecc.).
L’attività del pavimento pelvico è correlata ad una serie di strutture e funzioni osteo-articolari e muscolo-ligamentose (in particolar modo del cingolo pelvico e del rachide), oltre che alla dinamica respiratoria.
L’ipovalidità e il rilassamento del piano perineale sono spesso legati al deficit trasmissivo addomino-uretrale in occasione di aumenti pressori intra-addominali. L’unica reale possibilità di ovviare a questo deficit funzionale è rappresentata dalla contrazione attiva, migliorabile con un trattamento di rinforzo specifico dei muscoli perineali.
La riabilitazione del pavimento pelvico e la chirurgia uroginecologiche non devono essere alternative, ma elettive e spesso complementari. Il protocollo chinesiterapico nelle disfunzioni perineali si rivolge alla singola persona nella sua globalità, valuta tutte le disfunzioni associate all’incontinenza e si articola in fasi sequenziali:
Tale protocollo (che utilizza in modo variamente combinato differenti modalità terapeutiche) deve comunque essere preceduto da un’adeguata informazione ed educazione delle pazienti sulla patologia/disfunzione in atto e dalla puntualizzazione e condivisione del percorso riabilitativo e delle finalità del trattamento.
Occuparsi della salute pelvi-perineale maschile e femminile significa predisporre piani di prevenzione in tutte le fasi in cui avvengono cambiamenti di tipo fisico, psicologico e sociale.
Recenti studi epidemiologici hanno stimato che in Italia oltre 3 milioni di adulti soffre di incontinenza urinaria (< 65 anni: 2-3% nel sesso maschile e 10% nel sesso femminile; >65 anni: 15-16% in entrambi i sessi).
In sintesi, la rieducazione perineale (insieme di tecniche specifiche non chirurgiche e non farmacologiche) è efficace a raggiungere l’obiettivo di:
Tra i vantaggi della rieducazione perineale sono da elencarsi la relativa semplicità, il basso costo, l’assenza di effetti collaterali.
I principali interventi in rieducazione perineale sono effettuati per: a) incontinenza urinaria femminile e maschile; b) preparazione a prostatectomia e riabilitazione post-prostatectomia; c) counseling nei corsi di preparazione al parto; d) postumi di interventi colon proctologici, ginecologici (ad es. prolasso o per neoplasie) e apparato urinario; e) dolore pelvico cronico; f) stipsi o incontinenza fecale.
I trattamenti consistono principalmente in: a) kinesiterapia mirata e personalizzata; b) elettrostimolazione per rinforzo muscolare selettivo per il pavimento pelvico anteriore e/o posteriore; c) biofeedback; d) stimolazione nervo tibiale (SANS); e) fisioterapia strumentale antalgica.