Aiuta i bambini a migliorare l'immagine di sé, ad essere più disponibili ed aperti all'apprendimento, ma anche a sviluppare le capacità sensomotorie e ad affinare quelle relazionali: contrariamente a quanto si pensa, la psicomotricità non è soltanto una valida terapia in presenza di disturbi o patologie, ma anche un importante supporto per uno sviluppo armonico ed equilibrato dei più piccoli. Ecco in che cosa consiste e quali sono gli obiettivi che si prefigge!
La psicomotricità è una disciplina che si fonda sul principio basilare di considerare il bambino nella sua globalità, cioè come una realtà in cui le componenti corporea, emotiva e cognitiva sono strettamente correlate fra loro e si influenzano a vicenda; un essere vivente in cui il linguaggio corporeo prevale su quello verbale e che si esprime attraverso quella che viene definita "azione espressiva".
L’attività psicomotoria è qualcosa di unico e diverso per ogni incontro, tuttavia è possibile rintracciare in ognuno rituali, regole e tempi definiti:
L'educatore sarà un terapista della riabilitazione specializzato in educazione psicomotoria.
Il suo ruolo è quello di preparare un setting adeguato; dare le consegne e condurre lo svolgimento dell'incontro; ascoltare il gruppo tramite l'empatia tonica evitando qualsiasi giudizio sull'espressività del bambino. Essere simbolo di legge rassicurante, dove legge equivale a sicurezza, permanenza, punto di riferimento, capacità di mettere delle regole.
Nel rispetto del momento evolutivo del bambino, la psicomotricità si prefigge di facilitare la presa di coscienza di sé e delle capacità espressive intese come scoperta del corpo, dello spazio, del tempo e della relazione con sé stesso, con gli oggetti e con l’altro .
Obiettivi specifici: